
FlaTìo Wine: visita in cantina e degustazione di Amarone in Valpolicella
2026
Via Cariano, 20, 37029 San Pietro In Cariano (VR)
Da FlaTìo Wine, nel cuore della Valpolicella, abbiamo vissuto un incontro autentico con una famiglia che da generazioni coltiva la propria terra e trasforma le sue uve in vini capaci di raccontare il territorio.
Siamo a San Pietro in Cariano, in provincia di Verona, in una zona dove la viticoltura rappresenta una tradizione profondamente radicata. La famiglia Fraccaroli, conosciuta in zona con il nome di Matìo, produce vino in Valpolicella dal 1946 e oggi lavora tra i vigneti di San Pietro in Cariano, Fumane e altre zone del territorio. L’azienda dispone di vigneti allevati secondo la tradizionale pergola veronese e la vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano, con tempi diversi a seconda delle uve destinate alle varie produzioni.
Ma per capire davvero FlaTìo bisogna incontrare le persone che ogni giorno vivono questa realtà.
La nostra visita è stata accompagnata da Daniela, sorella di Flavio, titolare ed enologo dell’azienda. Con grande disponibilità e competenza ci ha condotto attraverso i diversi ambienti della cantina, raccontandoci il lavoro quotidiano, la storia della famiglia e soprattutto il percorso che permette alle uve della Valpolicella di trasformarsi nei vini FlaTìo.
È stato un racconto semplice e diretto, proprio come l’esperienza che stavamo vivendo.
Il primo passo è stato naturalmente il vigneto.
Camminare tra le vigne permette di comprendere immediatamente quanto il lavoro di FlaTìo parta dalla terra. Gli ettari dell’azienda si distribuiscono tra pianura, pedecollina e collina, in territori con caratteristiche differenti, dove vengono coltivate le varietà tipiche della Valpolicella. Corvina, Corvinone e Rondinella sono protagoniste di molte delle etichette della cantina, mentre la raccolta manuale consente di selezionare con attenzione le uve destinate ai vini più importanti.
Ed è proprio parlando di selezione delle uve che la visita ci ha portato in uno degli ambienti più importanti per comprendere la produzione di Amarone e Recioto: la zona di appassimento.
Qui il tempo assume un significato completamente diverso.
Le uve destinate ad Amarone e Recioto vengono raccolte con particolare attenzione e lasciate appassire per circa quattro mesi. È una fase fondamentale, nella quale gli acini perdono parte della loro acqua e concentrano progressivamente profumi, zuccheri e sostanze che contribuiranno alla struttura dei vini.
Ascoltare Daniela mentre raccontava questo processo, proprio nel luogo in cui avviene, ha reso molto più semplice comprendere quanto l’Amarone sia figlio della pazienza.
Non è un vino che nasce in fretta.
Nasce dall’attesa.
Dalla selezione.
Dal controllo costante.
E da un sapere che in Valpolicella viene tramandato da generazioni.
Il percorso è poi proseguito nella bottaia e zona di affinamento, un unico ambiente nel quale i vini affrontano una delle fasi più importanti della loro evoluzione.
Tra legno, silenzio e profumi intensi, abbiamo potuto osservare da vicino le botti, le barrique e gli altri contenitori nei quali i vini riposano e acquistano progressivamente complessità.
Ma il legno non è l’unico protagonista.
FlaTìo utilizza infatti anche vasche in cemento per l’affinamento di alcuni vini, una scelta che permette di accompagnare l’evoluzione del vino mantenendone intatta la personalità e valorizzandone le caratteristiche varietali e territoriali.
È interessante vedere come all’interno dello stesso ambiente convivano strumenti diversi, ciascuno utilizzato in funzione del vino e del risultato che si desidera ottenere.
Anche qui, ancora una volta, il protagonista è il tempo.
Il vino non viene forzato: viene accompagnato.
Ed è forse proprio questa la sensazione che rimane più impressa visitando questa realtà.
La Valpolicella non viene semplicemente raccontata attraverso le bottiglie.
Viene raccontata attraverso ogni passaggio del processo produttivo.
Dalla vigna all’appassimento, dalla bottaia all’affinamento.
Poi, finalmente, è arrivato il momento di assaggiare il risultato di tutto questo lavoro.
La degustazione dei vini FlaTìo
La nostra degustazione ha rappresentato un vero viaggio attraverso alcune delle più interessanti espressioni della produzione FlaTìo. E, come spesso accade quando si visita una piccola realtà familiare, ogni calice sembrava avere qualcosa in più da raccontare.
Abbiamo iniziato con il Teodora IGT, un vino prodotto con 100% Rondinella, raccolta rigorosamente a mano. Il suo colore rubino intenso anticipa un profilo aromatico nel quale emergono ciliegia croccante, mirtillo, fiori rossi e spezie. Al palato è fresco e sapido, con una piacevole morbidezza finale. Un vino che porta con sé anche un importante significato familiare: è infatti dedicato alla madre, descritta dalla cantina come una figura fondamentale dell’azienda.
Il secondo calice è stato il Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC, una delle interpretazioni più caratteristiche della tradizione vinicola veronese. Il Ripasso nasce attraverso l’antica tecnica che prevede il passaggio del Valpolicella sulle vinacce dell’Amarone, per poi affrontare un periodo di affinamento in legno. Nel bicchiere è pieno e avvolgente, con profumi fruttati e speziati e una piacevole componente pepata.
Poi è arrivato uno dei grandi protagonisti della Valpolicella: l’Amarone Classico DOCG.
Qui la degustazione cambia passo.
Le uve di Corvina, Corvinone, Rondinella e Terodola vengono accuratamente selezionate e sottoposte a un lungo appassimento. Il risultato è un vino importante, austero ma elegante, caratterizzato da profumi di frutta matura e da richiami di cioccolato, vaniglia e pepe. L’affinamento tra botte grande, barrique e tonneau contribuisce a costruire una struttura complessa e profonda.
Ma il momento forse più emozionante della degustazione è arrivato con l’Amarone Classico Riserva Mario DOCG.
Non è semplicemente un vino.
È un omaggio.
La Riserva è infatti dedicata a Mario, il padre e fondatore dell’azienda, a cui viene riconosciuto il merito di aver costruito con il proprio lavoro le fondamenta della realtà FlaTìo e di aver trasmesso passione e conoscenza alla generazione successiva. Un vino che quindi assume un significato particolare: dentro quel calice c’è anche una parte della storia della famiglia.
La Riserva nasce da una selezione particolarmente accurata delle uve e affronta un lungo percorso di affinamento che comprende tonneau francese, vasca di cemento e bottiglia. È un vino potente, profondo e strutturato, pensato per accompagnare grandi piatti ma anche per essere degustato lentamente, quasi come un vino da meditazione.
A chiudere il percorso è stato il Recioto Classico DOCG.
E qui la Valpolicella mostra il suo lato più dolce.
Corvina, Corvinone e Rondinella vengono selezionate e lasciate appassire per circa quattro mesi. Nel bicchiere arriva un vino dal colore rubino intenso, ricco di profumi di frutta molto matura e marmellata, con una dolcezza avvolgente e un caratteristico richiamo alla marmellata di amarene. Un finale perfetto, capace di chiudere la degustazione con eleganza e grande piacevolezza.
La degustazione può essere ulteriormente ampliata con un percorso completo che permette di assaggiare tutti i sette vini della produzione FlaTìo, offrendo così una panoramica ancora più ampia delle diverse interpretazioni della Valpolicella.
Il territorio nel bicchiere
A rendere ancora più piacevole il momento della degustazione è stato l’accompagnamento con una selezione di prodotti locali, scelti per valorizzare i vini e creare un legame ancora più forte con il territorio.
Abbiamo assaggiato soppressa, pancetta, formaggio della Lessinia e marmellata di ciliegie, quest’ultima preparata direttamente dalla famiglia.
Un dettaglio apparentemente semplice, ma che racconta perfettamente lo spirito dell’esperienza FlaTìo.
Qui non c’è soltanto il vino.
Ci sono i prodotti della terra, le ricette, le tradizioni e quella voglia di condividere con l’ospite qualcosa di autentico.
Ed è proprio questo il bello di una visita come questa.
Non ci si limita a scoprire come viene prodotto un Amarone della Valpolicella. Si entra nel mondo di una famiglia che ha fatto della viticoltura il proprio mestiere e la propria storia.
Daniela ci ha accompagnato con grande naturalezza in ogni fase del percorso, riuscendo a trasmettere il valore di ciò che viene fatto quotidianamente in azienda. Dalla vigna alla bottiglia, ogni passaggio assume un significato diverso quando viene raccontato da chi quel lavoro lo conosce davvero.
FlaTìo è una realtà che non ha bisogno di costruire un’immagine artificiale.
La sua forza sta proprio nella semplicità.
Nella famiglia.
Nella terra.
Nel tempo.
E nei vini.
Lasciando la cantina ci siamo portati dietro la sensazione di aver scoperto una Valpolicella autentica, fatta di vendemmia manuale, appassimento, legno, cemento e lunghi affinamenti, ma soprattutto di persone che hanno scelto di custodire una tradizione e continuare a farla crescere.
E forse è proprio questo il ricordo più bello della visita a FlaTìo: aver visto quanto lavoro, quanta pazienza e quanta storia possano nascondersi dentro un calice di Amarone.
Perché qui il vino non arriva semplicemente dalla vigna.
Arriva da una famiglia.
E quando finalmente lo assaggi, quella storia riesci quasi a sentirla.










