
Frecciarossa: un viaggio nell’anima dell’Oltrepò Pavese tra storia, grandi vini ed emozioni autentiche
2026
Via Fratelli Vigorelli, 141 – 27045 Casteggio (PV)
Ci sono visite in cantina che ti insegnano come nasce un vino. E poi ci sono esperienze che riescono a raccontarti molto di più: la storia di una famiglia, il valore delle proprie radici e l’amore incondizionato per una terra. La visita a Frecciarossa è stata proprio questo. Non soltanto una degustazione di grandi vini dell’Oltrepò Pavese, ma un incontro autentico con una realtà capace di emozionare dal primo all’ultimo istante.
Immersa tra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, Frecciarossa rappresenta una delle aziende storiche del territorio. Una tenuta che affonda le proprie origini nel XIX secolo e che ancora oggi continua a custodire un patrimonio fatto di tradizione, eleganza e profondo rispetto per la natura. I vigneti circondano la splendida villa ottocentesca e raccontano una storia che attraversa generazioni, dove ogni bottiglia nasce dall’equilibrio tra esperienza, innovazione e valorizzazione del territorio.
Ma ciò che rende davvero speciale questa visita non è soltanto la bellezza della tenuta.
È l’incontro con Valeria Radici.
Accoglierci è stata proprio lei, titolare dell’azienda e autentica anima di Frecciarossa. Fin dai primi minuti abbiamo capito che non stavamo semplicemente partecipando a una visita guidata. Stavamo entrando nella storia della sua famiglia.
Con una naturale eleganza, una straordinaria preparazione e una passione che traspare in ogni parola, Valeria ci ha accompagnato lungo un racconto coinvolgente, fatto di ricordi, aneddoti e momenti che hanno costruito l’identità della cantina. Non si è limitata a descrivere tecniche produttive o caratteristiche dei vini. Ci ha raccontato persone, scelte coraggiose, tradizioni tramandate e il profondo legame che la famiglia Radici ha costruito con queste colline.
Nel suo racconto emerge continuamente la figura del padre Carillo Radici, che ha contribuito in maniera determinante a rendere Frecciarossa una delle realtà di riferimento dell’Oltrepò Pavese. Accanto a lui, un ruolo altrettanto fondamentale è stato quello della madre, Margherita Odero, che ancora oggi, seppur con discrezione, continua a essere parte integrante della vita dell’azienda. È bello percepire come questa cantina non sia soltanto un luogo di produzione, ma una casa dove ogni generazione ha lasciato un segno e continua a far vivere una storia familiare fatta di passione e dedizione.
È raro trovare qualcuno capace di trasmettere emozioni con tanta autenticità.
La visita è un vero viaggio all’interno della tenuta. Oltre agli ambienti dedicati alla vinificazione e all’affinamento, abbiamo potuto conoscere ogni fase della lavorazione del vino, comprendendo il percorso che accompagna l’uva fino alla bottiglia.
Ma Frecciarossa è molto più di una cantina.
Abbiamo passeggiato tra l’azienda agricola, visitando gli spazi dedicati agli animali, l’orto da cui provengono molti degli ingredienti utilizzati nella cucina dell’agriturismo e l’immenso parco che circonda la villa e i vigneti. Un luogo che trasmette serenità e racconta perfettamente la filosofia dell’azienda: vivere la terra nella sua interezza, rispettandone ogni equilibrio.
C’è però un momento che più di tutti ci ha emozionato.
Durante la passeggiata Valeria ci ha accompagnato in un luogo estremamente semplice, ma dal valore immenso. Una piccola panchina con un tavolino, affacciata sui vigneti. Un angolo di pace assoluta, dove lo sguardo si perde tra le colline dell’Oltrepò Pavese.
È qui che suo padre Carillo amava sedersi ogni giorno. Questo era il suo rifugio, il luogo dove trovava serenità osservando le vigne che aveva curato e amato per tutta la vita. Oggi quella panchina è stata lasciata esattamente com’era, come un ricordo silenzioso ma potentissimo della sua presenza.
Difficile descrivere l’emozione provata in quel momento.
Non era soltanto una panchina. Era il simbolo di tutto ciò che Frecciarossa rappresenta: una famiglia, una vita dedicata al vino e un legame indissolubile con la propria terra.
Terminata la visita, ci siamo accomodati nella sala degustazione per iniziare un percorso che si è rivelato tanto ricco quanto sorprendente.
Ad aprire l’esperienza è stato il Riesling Metodo Classico Pas Dosé, elegante, verticale e di grande personalità, capace di dimostrare quanto il Riesling possa esprimersi magnificamente anche nella versione Metodo Classico.
A seguire abbiamo degustato il Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut, raffinato e preciso, caratterizzato da una bollicina finissima e da un perfetto equilibrio tra freschezza e struttura.
Il Rosé Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut ci ha conquistato con la sua eleganza, i delicati profumi di piccoli frutti rossi e una piacevole complessità che accompagna ogni sorso.
Il viaggio è poi proseguito con Gli Orti Riesling, vino che esprime in maniera autentica il carattere minerale e la straordinaria vocazione dell’Oltrepò Pavese per questo vitigno.
Uno dei momenti più significativi della degustazione è stato l’assaggio del Carillo Pinot Nero. Non è soltanto un grande vino, ma un omaggio al padre di Valeria. Un’etichetta che porta il suo nome e che rappresenta il modo più autentico per mantenerne vivo il ricordo attraverso ciò che più amava: il vino e la sua terra. Degustarlo dopo aver ascoltato la sua storia e aver visto il luogo dove amava trascorrere il suo tempo rende ogni sorso ancora più intenso e carico di significato.
A chiudere la degustazione è stata l’Uva Rara IGT, una piacevolissima sorpresa. Un vino che valorizza uno dei vitigni storici dell’Oltrepò Pavese e che testimonia la volontà di Frecciarossa di preservare e raccontare anche le varietà meno conosciute ma profondamente identitarie.
Ogni vino è stato presentato da Valeria con la stessa passione con cui aveva raccontato la storia della cantina. E questo fa davvero la differenza. Perché ogni calice assume un significato diverso quando dietro c’è una persona che lo conosce fin dalle sue origini e che riesce a trasmetterne tutta l’anima.
Ma la nostra esperienza non si è conclusa con la degustazione.
Abbiamo deciso di fermarci anche a pranzo presso l’agriturismo La Corte degli Inappetenti, situato all’interno della tenuta.
Anche qui abbiamo ritrovato la stessa filosofia che caratterizza la cantina: autenticità, qualità e valorizzazione del territorio.
La cucina è sincera, genuina e profondamente legata alle tradizioni locali. Ogni piatto nasce da ingredienti di stagione e da prodotti a chilometro zero, molti dei quali provengono direttamente dall’azienda agricola. Sapori veri, senza inutili artifici, che accompagnano perfettamente i vini della cantina e completano un’esperienza gastronomica capace di raccontare l’Oltrepò Pavese anche attraverso la tavola.
Lasciando Frecciarossa ci siamo portati via molto più di qualche bottiglia.
Ci siamo portati via il ricordo di una giornata trascorsa ad ascoltare una storia raccontata con il cuore. Una storia fatta di famiglia, di terra, di scelte coraggiose e di persone che continuano ogni giorno a custodire un’eredità preziosa.
Perché ci sono cantine dove si degustano ottimi vini.
E poi ci sono luoghi come Frecciarossa, dove ogni calice racconta una vita.
E quando ad accompagnarlo c’è chi quella storia la vive ogni giorno, l’esperienza smette di essere una semplice visita e diventa un ricordo destinato a rimanere nel tempo.




















