Podere dei Folli: il fascino del rosé tra le colline del Garda
2026
Via Cav. Attilio Camozzi, 9 – Polpenazze del Garda (BS)
Ci sono territori che riescono a raccontarsi attraverso un calice. La Valtènesi, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, è uno di questi. Qui il paesaggio è disegnato da dolci colline moreniche, filari di vite e scorci capaci di trasmettere un senso di armonia e leggerezza. È in questo contesto che nasce l’identità di Podere dei Folli, una realtà familiare che ha scelto di fare del vino rosé il proprio tratto distintivo.
La visita è l’occasione per entrare in contatto con questa filosofia, scoprendo non soltanto come nascono i vini dell’azienda, ma anche la storia di una famiglia che da oltre un secolo coltiva la propria passione per la viticoltura.
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Una storia di famiglia, quattro generazioni di vignaioli
Le radici di Podere dei Folli risalgono agli inizi del Novecento, quando il bisnonno Pietro Folli intuì le potenzialità di questa terra e iniziò a trasformare i campi di granoturco in vigneti. Tra le prime scelte ci fu il Groppello, vitigno autoctono profondamente legato alla tradizione vitivinicola della zona.
Da allora, la storia dell’azienda si è sviluppata attraverso il lavoro e le intuizioni delle generazioni successive. Un passaggio significativo arrivò nel 1980, quando Andrea Folli, in memoria del padre, decise di dedicargli le uve migliori della vendemmia, dando vita alle prime bottiglie di vino rosa della famiglia.
Nel 2002 Eligio Folli raccolse il testimone e introdusse il nome Podere dei Folli, rafforzando una visione produttiva attenta alla sostenibilità. Nel 2016 l’azienda passò ai figli Davide e Marco, oggi impegnati nel portare avanti la tradizione familiare attraverso nuove idee, ricerca enologica e una rinnovata capacità di raccontare il territorio.
Una storia che dimostra come la tradizione non sia qualcosa da conservare immutato, ma un patrimonio da far evolvere, mantenendo salde le proprie radici.
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La vocazione rosé della Valtènesi
Il filo conduttore della visita è il vino rosé, interpretato da Podere dei Folli come espressione autentica del territorio gardesano.
Qui il rosa non è una semplice scelta cromatica, ma il risultato di una cultura enologica che affonda le proprie radici nella storia locale. La Valtènesi possiede infatti una lunga tradizione nella produzione di vini rosati, capaci di esprimere eleganza, freschezza e una particolare sensibilità verso le caratteristiche delle uve.
Per comprendere meglio questa identità, il percorso si apre con un’introduzione alla vocazione rosé dell’azienda, accompagnata da tavole illustrate che raccontano il territorio e la sua storia. È un modo interessante per avvicinarsi al vino partendo dal contesto in cui nasce, prima ancora di arrivare al momento dell’assaggio.
La filosofia produttiva si fonda sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, con il Groppello protagonista di molte delle etichette, e su un approccio artigianale che pone al centro la cura del vigneto e il rispetto dell’ambiente.
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Una passeggiata tra le colline moreniche
Il viaggio prosegue tra i vigneti, raggiungendo uno degli appezzamenti più prestigiosi della famiglia Folli. Qui il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza: lo sguardo si apre sulle colline moreniche della Valtènesi e il Lago di Garda si rivela attraverso quella combinazione di natura, luce e tranquillità che rende questa zona così riconoscibile.
Camminare tra i filari permette di osservare da vicino il luogo in cui tutto ha origine. È anche il momento per approfondire le scelte agronomiche dell’azienda, orientate alla biodiversità e alla riduzione degli interventi chimici, in una visione che mette in relazione la qualità del vino con la salute del vigneto.
Podere dei Folli ha infatti intrapreso già nel 2002 un percorso pionieristico verso il biologico in Valtènesi, scegliendo di coltivare la vite senza pesticidi e diserbanti. Una sensibilità che riflette la volontà di tutelare il territorio e valorizzarne le risorse nel lungo periodo.
In un luogo come questo, il vino si comprende anche attraverso ciò che lo circonda: il terreno, il clima, le varietà coltivate e il lavoro quotidiano di chi se ne prende cura.
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Dentro la cantina, dove nasce il rosé
Dai vigneti si passa alla cantina, ospitata in una cascina settecentesca all’interno del piccolo borgo storico di Müra. Un ambiente che conserva il fascino della tradizione e permette di avvicinarsi alla parte più tecnica del percorso.
Qui l’attenzione si concentra sulle fasi della vinificazione e sulle scelte che contribuiscono a definire l’identità dei vini rosati. Scoprire come il mosto si trasforma in vino aiuta a comprendere quanto siano importanti la gestione delle uve, i tempi e le tecniche utilizzate per ottenere il colore e lo stile desiderati.
È anche il momento per approfondire il significato del cosiddetto vino di una notte, espressione legata alla tradizione del rosé della zona e alla breve macerazione delle bucce, dalla quale deriva una parte fondamentale delle caratteristiche cromatiche e sensoriali del vino.
La visita permette così di collegare ciò che si è osservato tra i filari al lavoro svolto in cantina: due momenti inseparabili di un processo in cui esperienza, sensibilità e conoscenza enologica concorrono al risultato finale.
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La degustazione: tre interpretazioni del rosé
Il percorso trova il suo momento conclusivo nella degustazione, dove la filosofia di Podere dei Folli si traduce direttamente nel calice.
Protagonisti sono tre vini che raccontano sfumature diverse dell’identità aziendale: Bèspoi, Preafète e Dama. Tre interpretazioni del rosé che invitano a esplorare il rapporto tra tradizione, ricerca e capacità di evoluzione.
Bèspoi è la bollicina rosé della famiglia, un’etichetta che porta il mondo del vino rosa verso una dimensione spumantistica, con una personalità che richiama freschezza ed eleganza.
Preafète rappresenta una delle espressioni più iconiche dell’azienda. Il suo nome deriva da una località legata ai vigneti storici da cui nasce, mentre la sua identità è strettamente connessa alla vocazione rosé della Valtènesi.
Dama, invece, è il rosé pensato per raccontare il potenziale del tempo e l’evoluzione del vino. Una proposta che invita a guardare oltre l’idea del rosato come vino da consumare esclusivamente giovane, dimostrando come questa tipologia possa sviluppare personalità e complessità.
Accanto ai calici, la degustazione è accompagnata dai sapori del territorio. Il tagliere propone salame bresciano, coppa e pancetta nostrana, insieme a formaggi locali come la formaggella della Valsabbia, il Bagòss e una selezione affinata con erbe aromatiche. Completano l’abbinamento il miele prodotto dall’azienda e il pane artigianale.
Un incontro tra vino e gastronomia che valorizza la cultura locale e restituisce alla degustazione una dimensione conviviale, fatta di sapori, racconti e condivisione.
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Podere dei Folli, quando il rosé diventa uno stile di vita
L’esperienza a Podere dei Folli racconta una realtà che ha scelto di costruire la propria identità attorno a una precisa vocazione territoriale. Il legame con la Valtènesi, la valorizzazione del Groppello, l’attenzione alla sostenibilità e la continuità di quattro generazioni rappresentano i punti di riferimento di un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.
È un racconto che passa attraverso i vigneti, prende forma in cantina e trova nel calice la sua espressione più immediata. Ma è anche un invito a conoscere il Lago di Garda da una prospettiva diversa, lasciando che siano i suoi vini a raccontarne il carattere.
Per Podere dei Folli, infatti, il rosé non è soltanto una tipologia di vino: è un modo di interpretare il territorio, la convivialità e quella dolcezza di vivere che appartiene alla sponda bresciana del Garda.
Un’esperienza da concedersi con calma, per riscoprire il piacere di fermarsi, ascoltare una storia e lasciarsi accompagnare, un calice alla volta, alla scoperta della Valtènesi.









